Unilab Svoltastudenti ha portato nell’adunanza del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari di dicembre 2021 una mozione riguardo l’orientamento universitario.

La mozione inerente l’orientamento universitario chiede:

  • Che il Ministero dell’Università e della Ricerca, congiuntamente con il Ministero della Pubblica Istruzione, si adoperi per comprendere i problemi dell’attuale Orientamento universitario e promuovere soluzioni in grado di fornire un orientamento efficace e di qualità. Il termine Orientamento Universitario è da intendersi, al fine di questa Mozione, come l’insieme di strumenti di sensibilizzazione a disposizione del MUR con la finalità di:
    1. includere studentesse e studenti nel percorso universitario evitando il loro abbandono degli studi, rendendo noti le principali caratteristiche e benefici dell’università e i supporti presenti (come, ad esempio, il Diritto allo Studio);
    2. permettere alle studentesse e studenti di ottenere le informazioni necessarie a prendere la decisione del percorso universitario in maniera autonoma e libera.

Riporta inoltre le seguenti considerazioni:

1. Breve descrizione dello stato dell’arte

Al momento, al meglio delle nostre conoscenze, le studentesse e gli studenti in uscita dalla scuola superiore, soprattutto tra il quarto e l’ultimo anno, hanno a disposizione le seguenti possibilità di orientamento:

  • Occasioni di orientamento formale promosse dalla Scuola di appartenenza;
  • Occasioni di orientamento offerte dalle Università e non riconosciute dalle scuole;
  • Saloni e Fiere di Orientamento svoltisi fisicamente;
  • Risorse online ufficiali: siti ufficiali promossi dal Ministero (e.g. Universitaly), siti delle singole università, Saloni e Fiere online;
  • Risorse online prodotte da privati (post, video e storie su canali Instagram, TikTok, Twitch e simili).
2. Problemi dell’attuale orientamento universitario

Al momento, i principali problemi del sistema dell’Orientamento Universitario, intrinsecamente connessi con le modalità d’erogazione di cui sopra, sono:

  • disomogeneità territoriale a livello regionale: vi sono grandi differenze nell’offerta delle possibilità di orientamento a livello ‘macro’ (Saloni e Fiere di Orientamento fisici e Occasioni di orientamento offerte dalle Università) tra le varie aree geografiche d’Italia;
  • attività di orientamento disomogenee organizzate dai singoli atenei, che troppo spesso interpretano i momenti di orientamento come forma di “reclutamento”, centrando il focus dell’informazione sui servizi e sulle qualità della propria sede universitaria, piuttosto che su un effettivo orientamento ai percorsi universitari anche in funzione delle aspirazioni lavorative delle studentesse e studenti degli ultimi anni .
  • disomogeneità delle singole istituzioni scolastiche nei confronti delle iniziative di orientamento promosse da privati o dalle singole università (differenze nelle giustificazioni garantite, nelle offerte proposte e nel supporto degli studenti in tale;
  • reticenza da parte dei professori della scuola superiore nell’incoraggiare studentesse e studenti a partecipare alle attività di orientamento;
  • utilizzo disomogeneo da parte delle scuole del Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO);
  • eccessivo affidamento sulle reti di conoscenze personali delle studentesse e alle percezioni loro e delle proprie famiglie legate al contesto universitario;

Tale lista non è esaustiva, ma intende catturare nella maniera più ampia possibile le diverse problematiche declinate nei singoli contesti.

3. Intervenire in maniera mirata per migliorare il passaggio tra Scuola e Università
3.1 Capire di che cosa hanno davvero bisogno studentesse e studenti

Considerando i problemi citati, chiediamo, in prima istanza, di condurre un’indagine a campione tra studentesse e studenti già inseriti nel percorso universitario e delle superiori. Questo per raccogliere informazioni su quali siano gli strumenti che i secondi vorrebbero avere a loro disposizione. Inoltre quelli che i primi avrebbero voluto avere nel momento della scelta universitaria. Data la mutevolezza, la rapidità e l’imprevedibilità delle modalità e dei mezzi di comunicazione utilizzati dai giovani tra i 16 e i 19 anni, tali sondaggi possono fornire feedback utili nello strutturare le pratiche di orientamento.

3.2 Intraprendere azioni per attuare un miglioramento nell’Orientamento Universitario

Alla luce di quanto detto fin ora, chiediamo che MUR e MI intraprendano azioni volte a migliorare l’attuale orientamento universitario, quali, ad esempio:

  • Incentivazione da parte del MUR dell’introduzione delle “Spring Schools (o “Fall Scools“): opportunità, per le studentesse e gli studenti nel periodo di orientamento, di frequentare (fisicamente oppure online) dei periodi di 2-3 giorni ideati appositamente dalle università per introdurre le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado ai corsi universitari di interesse, designati ad hoc per loro. Tali “Spring/Fall Schools” dovrebbero vertere su aree generali di interesse e non essere focalizzate esclusivamente su un singolo corso di studi. La possibilità di partecipare a tali eventi deve essere incentivata dalle scuole (tramite giustificazione delle assenze, ad esempio) e il suo costo deve essere quanto più basso possibile, in modo da permettere a tutti gli studenti e le studentesse di parteciparvi, senza gravare eccessivamente sui bilanci delle università.
  • Miglioramento dei portali online esistenti: introduzione di nuovo portale o ripensamento radicale dei contenuti, dell’interfaccia e del marketing del portale Universitaly.
Inoltre si chiede di
  • Introduzione di sistemi informativi più vicini a studentesse e studenti: creazione di appositi canali social che producano contenuti facilmente accessibili per studentesse e studenti del Liceo e che possano ricondurli facilmente al portale di cui sopra.
  • Introduzione di momenti di formazione alle prospettive lavorative derivanti dai diversi percorsi universitari. La scelta universitaria infatti è spesso collegata alle aspirazioni lavorative e di carriera di studentesse e studenti. Quindi è necessario dare strumenti conoscitivi per una decisione libera e consapevole.
  • Incentivazione di programmi di tutoring, anche online, che permettano di mettere in contatto in maniera efficace studentesse e studenti delle superiori con i rispettivi pari nelle facoltà di interesse all’università.
  • Spostamento del  periodo di orientamento: anticipare tale periodo dall’ultimo anno della scuola superiore alla seconda metà del penultimo e prima metà dell’ultimo, incentivando quanto più possibile  l’anticipo dei primi eventi di introduzione generale nella prima metà del penultimo anno.
  • Rimodulazione dei programmi degli ultimi due anni di scuola per facilitare la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti in queste attività.

Questi e simili obiettivi dovrebbero essere perseguiti attraverso una serie di azioni strategiche da parte dei Ministeri di competenza:

  • Investimenti adeguati verso l’orientamento: aumentare i finanziamenti dedicati alle strutture competenti.
  • Rimodulazione di strumenti esistenti (e.g. PCTO): impiego di strutture e disponibilità orarie rimodulando i progetti già esistenti.
  • Introduzione di momenti di confronto periodici con le rappresentanze studentesche delle scuole superiori e dell’università.

Carlo Giovani

Rappresentante in CNSU e CUN
[email protected]

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