Secondo Rapporto Emergenza Sanitaria – CNSU marzo 2020

Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari si è riunito nuovamente in maniera telematica in via straordinaria per produrre un secondo documento contenente le criticità e le proposte legate alla pandemia COVID-19 in atto.
Anche questo documento è stato fornito al Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il documento è articolato in più sezioni e lo riportiamo qui in forma estesa:

L’aggravarsi della situazione di emergenza sanitaria ha portato il Governo a prendere, nelle scorse settimane, dei provvedimenti emergenziali contenuti nel Decreto Legge “Cura Italia” che tocca tutti gli ambiti della vita pubblica e delinea lo stanziamento di 25 miliardi di euro per il sostegno al mondo del lavoro, delle imprese, della sanità e del funzionamento dei servizi pubblici. Per quanto riguarda l’università il decreto recepisce parzialmente le proposte nate dal confronto tra Ministero e rappresentanze studentesche, prevedendo la proroga dell’ultima sessione di Laurea al 15 giugno 2020 e la conseguente proroga anche ogni altro termine di scadenze didattiche e amministrative per lo svolgimento dell’esame finale può essere prorogato fino al 15 giugno 2020 garantendo alle laureande e ai laureandi della sessione di aprile di poter portare a conclusione il percorso formativo universitario compromesso dalle
attuali misure emergenziali.

Notevole innovazione è la laurea abilitante in medicina e chirurgia, istanza portata avanti da anni dalle associazioni studentesche e dal CNSU. Questo è anche il risultato del confronto costante tra le rappresentanze studentesche e il ministero: da adesso in poi il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia abilita all’esercizio della professione di medico-chirurgo a condizione di conseguire l’idoneità del tirocinio pratico-valutativo, se svolto durante il percorso di studi; coloro che si sono laureati prima del tirocinio, acquisiranno l’abilitazione appena avranno completato la valutazione del tirocinio. A margine del decreto, il Ministero ha inviato ai Rettori delle università italiane per la proroga della terza rata delle tasse universitarie. Rimane necessario impegnarsi perché siano prorogate anche tutte le scadenze riguardanti il Diritto allo Studio, in particolare quella del 10 agosto per l’accumulo di CFU necessari all’erogazione di borse e servizi. Non si trovano, all’interno del testo, le 5000 borse di specializzazione la cui notizia aveva mandato in fibrillazione migliaia di studenti di medicina che attendono questo doveroso provvedimento.

Nello specifico, il CNSU intende portare avanti, di concerto con tutti gli attori della comunità accademica, l’indirizzo emerso dal tavolo di confronto e andare oltre: in questa sede intendiamo provare a riflettere e a proporre delle misure anche strutturali a rilancio e sostegno del sistemo universitario italiano, nella convinzione che l’attività dell’Università rappresenti un valore e una risorsa in termini sociali, economici e culturali che il Sistema Paese deve impegnarsi a preservare in modo primario anche e soprattutto in situazioni di emergenza.

1.1 – Requisiti e interventi di Diritto allo Studio Universitario

Il prolungamento della crisi sanitaria e la misura contenuta nel Decreto Legge “Cura Italia” del marzo 2020, che prevede la proroga delle sessioni di laurea con tutte le conseguenti scadenze al 15 giugno 2020 rendono necessaria anche una revisione dei parametri previsti da tutte le agenzie del Diritto allo Studio del territorio nazionale. Da questo punto di vista è quindi necessario un intervento normativo nazionale al fine di determinare una deroga degli ordinari criteri di merito per l’accesso alle domande di servizio abitativo, borsa di studio e servizio ristorazione. Si propone di intervenire approvando una riduzione di tali crediti almeno pari a 12 CFU per la domanda di accesso al secondo anno, di 18 CFU per le domande di accesso ad anni successivi. Tale intervento è reso necessario dalle criticità scaturite dall’emergenza, evitando qualunque ritardo circa le tempistiche di erogazione dei servizi stessi.

L’attuazione di tali misure richiede un coordinamento tra Ministero, Andisu e CRUI in modo particolare nella regione Lombardia, dove i bandi sono di competenza dei singoli atenei. Dare indicazione agli Enti per il Diritto allo Studio di attuare una riduzione della soglia dei CFU necessari per non incorrere nella revoca della borsa di studio per l’a.a. 2019/2020 (relativa al 30 novembre), coerentemente con quanto precedentemente proposto. Riteniamo inoltre necessario che a tutti gli studenti laureandi o a coloro che hanno raggiunto nella sessione corrente il diploma di laurea, aventi diritto alla borsa di studio semestrale con scadenza a marzo, che in questo momento di emergenza si trovano ancora presso le loro residenze universitarie, sia data la possibilità di poter continuare ad alloggiare nelle suddette residenze fino allo scadere della sessione di laurea successiva, senza che ad essi venga chiesto il canone di affitto della stanza, considerato che le nuove direttive ministeriali, vietano loro di poter tornare alle proprie residenze.

Considerata l’impossibilità di prevedere il perdurare di questa situazione di emergenza e delle disposizioni del governo, si richiede che un coordinamento tra Ministero, Andisu e CRUI si prodighi affinché sia anticipata l’erogazione dei fondi destinati, ed assegnati secondo graduatoria, ai beneficiari di borse di studio stanziate per l’Anno Accademico 2019-2020. Si richiede inoltre la possibilità di predisporre dei finanziamenti straordinari per sostenere tutti gli studenti idonei non beneficiari delle suddette graduatorie. Si richiede di poter contare su una maggiorazione del numero borse di studio ad hoc per gli studenti che presentano un’invalidità non inferiore al 66% e di porre in essere una particolare attenzione per le studentesse in gravidanza, tutela da intendersi estesa non solo per l’attuale periodo di emergenza.
Si ritengono necessari provvedimenti per la salvaguardia della loro carriera universitaria, quali la possibilità di sospensione o di prolungamento di eventuali borse di studio assegnate precedentemente o durante il periodo di maternità.

Segnaliamo inoltre il problema di quegli studenti che abbiano concluso collaborazioni della durata di 150 ore e non siano stati retribuiti a causa della sospensione delle attività e di quegli studenti i quali, avendo completato solo parte del monte orario, vedano la propria attività interrotta. Nel primo caso è necessario che si provveda alla retribuzione del dovuto, nel secondo suggeriamo che sia data allo studente la possibilità di scegliere se interrompere il percorso e vedersi liquidate le ore svolte, oppure riprendere l’attività al termine della sospensione emergenziale.

1.2 – Servizi di Diritto allo Studio

E’ necessario sottolineare che in molte regioni l’erogazione delle Borse di Studio avviene sotto forma di servizi diretti. In questi casi la sospensione di tali servizi provoca, naturalmente, una perdita economica indiretta in termini di utilità allo studente beneficiario. Si rende dunque opportuno prevedere delle misure compensative, tra le quali la monetizzazione del servizio ristorazione e del servizio abitativo non fruibile, che impediscano un taglio “indiretto” delle borse di studio. È importante far sì che i servizi di ristorazione continuino a essere garantiti su tutto il territorio nazionale, nel rispetto della normativa sanitaria nazionale ma incentivando fortemente forme alternative di fruizione come l’asporto o la consegna a domicilio. È altresì importante garantire che gli enti regionali per il DSU non intraprendano misure vessatorie nei confronti degli studenti-lavoratori, garantendo a questi ultimi il diritto di recarsi sul luogo di lavoro, in linea con la legislazione nazionale, senza rischio di revoca dei benefici assegnati. A livello infrastrutturale riteniamo prioritario finanziare interventi straordinari di potenziamento della connessione alla rete internet presso le residenze universitarie. Appare quindi chiaro che l’emergenza sanitaria nazionale che ci troviamo ad affrontare avrà ripercussioni economiche non indifferenti sulle famiglie degli studenti, per cui riteniamo doveroso da parte dello stato un aumento del FIS, fondo integrativo statale, per fronteggiare tutte le problematiche sopra elencate e soprattutto per far si che vengano aumentate su tutto il territorio nazionale il numero di borse di studio in aiuto concreto a questo momento di forte emergenza. E’ da tenere in considerazione che l’emergenza provocherà negli anni a venire, l’aumento del numero di studenti idonei a beneficiare della borsa di studio. A fronte delle difficoltà economiche di lungo periodo che saranno generate dell’attuale crisi, l’aumento dell’accessibilità dell’istruzione e dell’alta formazione si presenta come una manovra espansiva fondamentale per impedire il calo delle iscrizioni e dei laureati che avrebbe, nel lungo periodo un effetto deleterio a livello sociale, culturale ed economico.

2 – Didattica

2.1 – Lezioni e tirocini curriculari

La sospensione della didattica genera, soprattutto per gli studenti fuorisede, una ovvia dilazione dei corsi universitari, un conseguente ritardo delle singole carriere accademiche, precarietà nel sostenere esami di profitto oltre che incertezza negli spostamenti necessari. In questo senso, nelle università delle zone maggiormente colpite e già interessate dalla sospensione, sono state sperimentate con relativo successo forme di didattica multimediale a distanza. Preso atto che nel D.P.C.M. del 4 marzo si dà indicazione di ricorrere a questa pratica ove necessario sul resto del territorio nazionale, è necessario che la CRUI e il Ministero dell’Università e della Ricerca supportino le università che per motivi economici, organizzativi o di altra natura abbiano delle difficoltà nel mettere in atto simili misure.

Chiediamo inoltre ciò avvenga valutando un supporto di tipo economico per dotare gli atenei, ove necessario, delle infrastrutture digitali necessarie. Invitiamo i singoli atenei ad utilizzare piattaforme che garantiscano la tutela dei dati personali degli studenti e delle studentesse. Si rende inoltre necessaria un’accurata sorveglianza da parte degli atenei volta a tutelare la qualità della didattica. Spetta, a nostro avviso, agli atenei garantire che gli insegnamenti impartiti a distanza mantengano livelli non inferiori, in termini di qualità, rispetto alle lezioni tradizionali; sono già stati segnalati casi in cui l’insegnamento si è ridotto al semplice upload di slides o testi.

Si fa presente, inoltre, che non tutti hanno a disposizione una connessione stabile per poter seguire le lezioni perciò chiediamo uniformità sulla registrazione e la fruibilità della stessa, evitando di penalizzare gli studenti a causa di carenze infrastrutturali (es: banche dati on-line delle lezioni registrate, anche in formato podcast). Il Decreto del 4 marzo intima inoltre la sospensione dei tirocini curriculari, escludendo quelli di area medica e delle attività di laboratorio. Questi prevedono una valutazione e sono obbligatori per la progressione della carriera universitaria: è necessario quindi che siano previste, laddove l’interruzione pregiudichi il conseguimento di CFU con finalità di Diritto allo Studio o come requisito di altri bandi universitari (150 ore, erasmus, premialità di varia natura ecc.), delle proroghe adeguate tali da non compromettere la carriera universitaria, oltre alla possibilità di svolgerli in modalità telematica o successivamente.

In riferimento alle attività di tirocinio, sia curricolari che extracurriculari, che si svolgono all’esterno delle strutture universitarie, chiediamo di prevedere la possibilità di continuare il tirocinio tramite Smart Working, qualora sia possibile, facendo sì che queste ore vengano riconosciute come se effettuate in sede. Lo stesso decreto manca di chiarezza in riferimento alle attività di tirocinio appena citate, perciò riteniamo sia necessario un intervento chiarificatore da parte del Ministero. A tal proposito chiediamo, qualora non vi sia possibilità di recuperarlo entro tempi accettabili, il riconoscimento totale dell’attività di tirocinio per coloro che abbiano conseguito almeno il 60% del monte-ore previsto e che il MUR dia agli Atenei indirizzo di elaborare soluzioni alternative quali corsi online professionalizzanti, seminari o analoghe attività, forniti direttamente dal MUR o dai singoli Atenei in sostituzione del tirocinio, nei contesti in cui non sia possibile svolgere lo stesso.

Riteniamo inoltre necessario che il MIUR si interfacci con tutti gli atenei al fine di consentire agli studenti con disabilità l’effettiva fruizione delle lezioni e degli esami di profitto adoperando ogni tipo di strumento a disposizione fra cui l’intensificazione del supporto.

2.2 Esami di profitto

Chiediamo nuovamente al Ministro, in concerto con la Conferenza dei Rettori, di emanare linee guida che garantiscano modalità di esami telematici uniformi per tutti gli atenei (suggerire quali software utilizzare, durata degli esami, possibilità di esami scritti ecc.) e disposizioni per chiarire lo svolgimento delle prossime sessioni di laurea.

Chiediamo inoltre che il MUR dia disposizioni precise in merito allo svolgimento degli esami di profitto (eventuale slittamento, durata, appelli straordinari etc.) e alle sue modalità, richiedendo per l’occasione alle Commissioni d’esame di operare gli opportuni accorgimenti per lo svolgimento della prova d’esame in forma orale qualora non sia possibile svolgerla in forma scritta. Nel caso in cui non sia possibile rinunciare alla modalità scritta per lo svolgimento degli esami di profitto, si richiede al Ministero dell’Università e della Ricerca di predisporre un supporto specifico in campo tecnologico per l’impiego di tecnologie adatte e rispettose della normativa vigente in materia di privacy. A ogni modo, si richiede al Ministero di sensibilizzare gli Atenei riguardo l’organizzazione di appelli straordinari d’esame opportunamente calendarizzati e comunicati con congruo anticipo, di modo che questi non si pongano in stretta vicinanza né tra loro né con gli esami della sessione estiva, qualora fosse possibile per i mesi di giugno e luglio ritornare a svolgere gli esami con la canonica modalità in presenza. Riteniamo infine utile che il MUR dia indirizzo alle Università di abolire, ove persistente, la pratica del cosiddetto ‘salto dell’appello’ in caso di bocciatura.

3 – Accesso al mondo del lavoro

3.1 Specializzazione medica

Preso atto del fatto che nel Decreto Cura Italia non si faccia riferimento ad alcun incremento del numero delle borse di specializzazione, rispetto a quanto precedentemente dichiarato dal MUR, sentiamo l’esigenza di richiedere l’immediato stanziamento di fondi, necessario per raggiungere il completo assorbimento dei laureati rispetto al numero di borse.

Nel contesto attuale, che registra un cospicuo sottofinanziamento della sanità pubblica, che conta circa 110 miliardi di euro di spesa pubblica, mentre la sanità privata conta 35 miliardi di euro di spesa, in costante aumento, constatiamo la necessità di un rifinanziamento complessivo nella spesa sanitaria e, in particolare, in quella della filiera formativa e del numero di borse di specializzazione disponibili.

In particolare, appare doveroso eliminare il cosiddetto imbuto formativo che, di anno in anno, aumenta il numero di medici che non riescono ad accedere ad un percorso di specializzazione, lasciando 10.000 professionisti (cifra destinata ad aumentare nei prossimi anni) in un limbo di precariato. Allo stesso tempo, ciò determina la mancata immissione nel mercato del lavoro di tante e tanti potenziali medici specialisti, necessari per il progresso della sanità pubblica e per la tutela della salute nel nostro Paese.

In questo quadro, chiediamo un incremento nella capacità formativa (ad oggi ferma a 11.000 unità), in modo tale che il numero di specializzandi da poter formare possa essere aumentato e che si possa, così, essere in grado di raggiungere un assorbimento completo degli abilitati precari.
In un contesto emergenziale, come quello della fase attuale, tale necessità si dimostra in modo ancora più forte: non possiamo che guardare con grande preoccupazione il dato per cui il numero di borse di specializzazione stanziate non soddisfa nemmeno un rapporto 1:2 tra candidati e posti disponibili.

Perciò chiediamo:

  • che il numero di borse di specializzazione risponda al bisogno effettivo di salute nel nostro Paese, in modo da fare fronte alla carenza di personale presso le strutture ospedaliere pubbliche e per liberare dal precariato migliaia di studentesse e di studenti abilitati ma esclusi dalla copertura delle borse;
  • che il numero di borse di specializzazione stanziate rispetti un rapporto di 1:1 tra numero di candidati e numero di posti messi a bando;
  • che tale stanziamento sia disposto in modo urgente nella presente fase emergenziale, ma auspichiamo che sia frutto di un progetto di più lungo periodo, in modo tale che la comparsa di una ulteriore eventuale emergenza sanitaria non si tramuti in una crisi e conseguente tracollo del sistema sanitario stesso;
  • di inserire, per i prossimi anni, il concorso per MMG all’interno di SSM al fine di un’adeguata programmazione e di ridurre il numero di abbandoni di borse di specializzazione;
  • di dare immediato avvio alle procedure di accreditamento delle scuole di specializzazione, attraverso l’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica, onde evitare ritardi nelle procedure concorsuali.

In aggiunta si ritiene sollevare l’attenzione sulla contrattualizzazione dei medici in formazione specialistica che, ai sensi del decreto-legge n.14 del 9 Marzo 2020, possono essere assunti al fine di fronteggiare l’emergenza COVID-19. Sarebbe opportuno prevedere contratti di lavoro di tipo subordinato a tempo determinato, anche per chi non è inserito in alcuna graduatoria ai sensi del comma 548 dell’art.1 della legge 145\2018, e non contratti di tipo Co.Co.Co, per garantire tutela previdenziale, assicurativa e professionale ai medici in formazione specialistica che decideranno di contribuire con il loro operato professionale alla risoluzione dell’emergenza sanitaria in atto nel nostro Paese.

Si segnala inoltre che, tale tipologia di contratto non prevede un impegno orario fisso ma si configura come incarico di lavoro autonomo, e pertanto non prevede per lo specializzando assunto in questa forma alcun limite di orario lavorativo, né la retribuzione accessoria relativa alle prestazioni effettuate.

Altresì, si ritiene di dover evidenziare la condizione degli iscritti alle scuole di specializzazione sanitarie non mediche (farmacia, patologia clinica e biochimica clinica, microbiologia e virologia farmacologia e tossicologia clinica, genetica medica, statistica sanitaria e biometria, fisica medica etc.) per le quali è prevista una contribuzione annuale tramite il pagamento delle tasse universitarie ma non un trattamento economico corrisposto mensilmente (come da D.L. 4 febbraio 2015).
Per questi, impegnati nella risoluzione dell’emergenza in corso, si chiede di prevedere la possibilità, al pari dei medici in formazione specialistica, di poter stipulare dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato che garantiscano i diritti che spettano ad un lavoratore.

3.2 Fornitura dei DPI agli studenti, specializzandi e dottorandi di area medico sanitaria

Si richiede che siano invitati tutti i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione delle strutture universitarie e ospedaliere ove si svolgono i corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e dei dottorandi di area medica che forniscono assistenza, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’interno e della difesa, a fornire anche agli studenti, specializzandi e dottorandi i DPI secondo le appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (cfr. DPCM del 4.3.2020).

Si richiede inoltre che gli RSPP (Responsabili Servizio Prevenzione e Protezione) dei singoli Atenei e delle strutture ospedaliere mettano in atto dei corsi di formazione appositi per gli studenti dell’area medico sanitaria in oggetto.

3.3 Abilitazione medica

A causa dell’emergenza sanitaria in atto, in molti atenei (e questo evidenzia, inoltre, una isomogeneità nel territorio nazionale dell’organizzazione delle attività di tirocinio) si sta verificando un’interruzione anche dei tirocini pratici per i laureandi e per i neolaureati che non hanno potuto effettuare il tirocinio pratico valutativo prima della laurea, e che pertanto, dovrebbero svolgere tali attività nei mesi di aprile, maggio e giugno, al fine di abilitarsi nel mese di luglio. I ritardi nell’esecuzione di tali tirocini compromettono, per i laureandi, il conseguimento del titolo entro i mesi di giugno/luglio e, e la conseguente partecipazione al test per la specializzazione previsto per consuetudine nel mese di luglio 2020.

Alla luce della circolare ministeriale del 24 marzo 2020 che posticipa al 22 giugno la data di inizio dei tirocini abilitanti per i laureati delle sessioni di dicembre e marzo, inizialmente previsto per il 7 aprile, non possiamo che sottolineare quanto questa misura provochi oltre che disagi pratici ed economici non irrilevanti, anche un controsenso rispetto alla necessità di immettere con urgenza professionisti nel SSN. Si sottolinea in particolare che tale misura va a penalizzare una coorte di laureati, che non ha alcuna responsabilità personale nella necessità di effettuare i tirocini dopo la laurea, se non la mancata celerità dei propri atenei ad adeguarsi alla necessità di organizzare il tirocinio pratico-valutativo all’interno del percorso pre-laurea. La circolare inoltre non chiarisce le modalità con cui il tirocinio dovrebbe espletarsi per gli studenti laureandi.

Pertanto, per entrambe queste coorti, laureati e laureandi, si propone:

  • di far sì che i tirocini inizino quanto prima;
  • di consentire, in caso di svolgimento a luglio del concorso per le scuole di specializzazione, ai laureandi della sessione estiva, di iscriversi con riserva al concorso di specializzazione, a patto che il titolo di laurea e di abilitazione venga conseguito entro la presa di servizio;
  • di prevedere delle modalità alternative per poter svolgere una quota del monte ore di tirocinio pratico valutativo, in modo da permettere agli studenti il completamento del tirocinio abilitante entro i tempi sopradescritti anche qualora la situazione di difficoltà del SSN e la conseguente difficoltà ad accettare gli studenti e gli abilitandi nei reparti dovessero protrarsi nel tempo. L’utilizzo di modalità alternative di svolgimento deve essere subordinato a una riorganizzazione dei tirocini che, ove possibile, possa prevedere un recupero in presenza quando l’emergenza sanitaria sarà risolta;
  • si chiede altresì una maggiore elasticità rispetto al monte ore da effettuare per acquisire l’idoneità al tirocinio e il superamento dello stesso (non c’è necessità che le tre parti del tirocinio vengano svolte una di seguito all’altra piuttosto che contemporaneamente);
  • valutata anche la variazione delle normali attività dei medici di medicina generale, dove si predilige il contatto telefonico piuttosto che le attività ambulatoriali in presenza e, considerata la necessità di limitare gli spostamenti tra territori che probabilmente si protrarrà nei prossimi mesi, si chiede al MUR di stipulare un protocollo di intesa nazionale con CRUI e Fnomceo da estendere alle singole Università, di modo da dare la possibilità di fare il tirocinio anche nei luoghi di residenza o presso altri servizi territoriali (es: guardia medica). In alternativa, su scelta del singolo ateneo e adattandosi alla realtà specifica, si possono individuare reparti dell’area dei servizi attualmente esclusi dalle tre aree dei TPVES (Clinica, Chirurgica, Medicina del Territorio) dando la possibilità di conteggiare nelle ore utili ai fini del tirocinio abilitativo in medicina generale attraverso l’attività di gestione dei dati epidemiologici in merito alla situazione Covid-19, già effettuate tra l’altro da alcuni studenti sul territorio nazionale a supporto delle strutture del Sistema Sanitario Nazionale;
  • per coloro che non riuscissero a ultimare i mesi di tirocinio pratico valutativo prima della laurea, chiediamo che sia garantita la possibilità di poter validare le ore di tirocinio abilitante svolte nel pre- laurea e di poter espletare la restante parte con modalità post-laurea nei mesi successivi, in modo da non ritardare il conseguimento del titolo, con i disagi economici che ne conseguirebbero, né l’accesso al mondo del lavoro e la presa di servizio in caso di superamento del concorso SSM.
3.4 Abilitazione area sanitaria

Chiediamo che la possibilità di conseguire il titolo di abilitazione con la sola idoneità al tirocinio, escludendo la parte relativa alla prova scritta, sia estesa anche ai corsi di Laurea inerenti le professioni sanitarie, visto anche l’elevato monte di ore di tirocinio che caratterizza questi corsi, superiore anche a quello del corso di Medicina. Inoltre, chiediamo che, dal momento che non vi sarebbe più il vincolo dell’esame di stato, si prevedano ulteriori sessioni di laurea, soprattutto in questo momento storico in cui c’è carenza di tutte le figure del mondo sanitario. Riguardo ai tirocini, chiediamo di mantenere un livello elevato di vigilanza e di protezioni individuali e, qualora ciò non fosse possibile, di sospendere anche questi prevedendo disposizioni normative atte a non cagionare ritardi non voluti nei percorsi di studio.

3.5 Bando di concorso straordinario per l’insegnamento

Chiediamo al Ministero dell’Università e della Ricerca, data la necessità di assunzioni del sistema scuola, di sollecitare il Ministero dell’Istruzione di pubblicare il bando di concorso straordinario, valido per l’insegnamento nelle scuole secondarie di I e II livello, e prevedere una data in seguito alla sospensione, della durata di 60 giorni a decorrere dall’entrata in vigore del DPCM 17 marzo 2020, dello svolgimento delle procedure concorsuali relative al pubblico impiego.

3.6 Tirocini e Lauree Abilitanti
3.6.1 Psicologia

Molte figure professionali necessitano di un monte di ore di tirocinio post-lauream per permettere l’accesso all’esame di stato, fondamentale per praticare la professione. Una di queste è quella degli psicologi: la situazione dei tirocini presenta numerose incertezze. In questo momento gran parte delle strutture hanno sospeso l’attività̀ di tirocinio, altre hanno comunicato la chiusura.

Chiediamo che vengano intraprese le seguenti strade per tutti coloro che sono impossibilitati a continuare l’attività̀ di tirocinio:

  • per coloro che debbano iniziare il I o II semestre di tirocinio chiediamo che le ore di assenza non vengano conteggiate;
  • per coloro che si trovino nella situazione di dover ultimare lo stesso si chiede una sanatoria che copra le ore mancanti;
  • per coloro che avessero terminato l’attività̀ di tirocinio, ma non avessero avuto occasione di far firmare la documentazione necessaria ai tutor di riferimento, la possibilità di accettare un’autocertificazione che riporti la quantità di ore svolte. Relativamente all’adozione dello Smart Working, già suggerito dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, la Regione più colpita da questa situazione, vanno trovate soluzioni specifiche ai due scenari che si profilano:
    • la struttura accetta, si sopperisce in tal modo alla frequenza fisica, senza però poter svolgere nessun ruolo che qualifichi realmente il tirocinante relegandolo ad attività secondarie;
    • la struttura non accetta, in tal modo, a parità di avvio temporale di tirocinio, 2 tirocinanti che hanno iniziato nello stesso momento il primo o secondo semestre faranno l’Esame di Stato a 8 mesi circa di distanza;

Data la situazione di emergenza sanitaria chiediamo al Ministero dell’Università e della Ricerca di provvedere a garantire le sessioni dell’esame di stato previsto per i mesi di giugno e novembre 2020 valutando, qualora ve ne sia necessità dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, modifiche alle prove di concorso. Inoltre chiediamo di avviare un monitoraggio per verificare se ci sia ancora qualcuno con parti dell’esame di stato in sospeso dalle sessioni precedenti.

3.6.2 Scienze della formazione

Caso Peculiare è quello dei corsi di laurea in scienze della formazione, che devono conseguire dalle 50 alle 150 ore di tirocinio professionalizzante all’anno negli istituti scolastici per poter accedere al diploma di laurea. La chiusura delle scuole rende, ovviamente, difficile lo svolgimento di questo tirocinio, ma comunque chiediamo che il Ministero prema affinché venga fatto tutto il possibile per favorire la didattica online, e di conseguenza la rimodulazione dei tirocini in modalità telematica o con attività progettuali. Qualora ciò non sia possibile, è necessario prevedere l’accessibilità̀ d’ufficio al diploma di laurea per tutti i laureandi all’ultimo anno che devono conseguire il diploma di laurea nell’anno accademico 2019/2020, e individuare adeguate forme di recupero dei tirocini per gli studenti degli anni successivi e di riduzione del monte ore complessivo.

3.7 Esami di Stato

Sono indette dai singoli Atenei, ai sensi del D.P.R. 328/2001, nei mesi giugno e novembre 2020 la prima e la seconda sessione degli esami di Stato d’abilitazione all’esercizio della professione di chimico e chimico junior, ingegnere e ingegnere junior, architetto, pianificatore, paesaggista, conservatore e architetto junior e pianificatore junior, biologo e biologo junior, geologo e geologo junior, dottore agronomo e dottore forestale, agronomo forestale junior e biotecnologo agrario, assistente sociale specialista e assistente sociale. Alle predette sessioni possono presentarsi i candidati che conseguiranno il titolo accademico entro la data del 29 maggio 2020 per la prima sessione ed entro la data del 29 ottobre 2020 per la seconda sessione. Lo slittamento delle sessioni di Laurea di aprile al 15 giugno, rende però necessario una proroga sia della scadenza per il conseguimento del titolo di laurea, sia della data di svolgimento della prima sessione che, altrimenti, vedrebbe escluse le coorti di laureandi che avrebbero dovuto conseguire il titolo ad aprile 2020.

3.8 Accesso alla pratica forense

È necessario che il MIUR provveda a far garantire agli atenei appelli d’esame e di laurea entro la data del 09 maggio al fine di consentire l’iscrizione nel Registro dei praticanti avvocati in tempo per sostenere l’esame di abilitazione a dicembre 2021.

A tale scopo è altresì consigliato che il Ministero si adoperi presso il Consiglio Nazionale Forense e gli ordini territoriali al fine di garantire l’iscrizione anche nel mese di giugno data la situazione eccezionale. Si richiede inoltre data la chiusura dei tribunali di provvedere, al fine di garantire l’accesso all’esame di abilitazione del semestre in corso, a rimuovere il requisito delle 20 udienze data l’impossibilità effettiva di sostenerle da parte degli studenti-praticanti e dei praticanti.

3.9 Difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro

Teniamo in considerazione che l’emergenza sanitaria, provocherà una notevole perdita economica, nonché quindi lavorativa. Quella che gli studenti neolaureati stanno affrontando è una condizione di attesa e inazione forzata. Le aziende, continuano a ridimensionarsi, a chiudere e diminuiscono i posti di lavoro. Chiediamo perciò che il Ministero dell’Università e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si confrontino affinché vengano attuate delle soluzioni, tutelando l’assunzione di neolaureati e dei prossimi tali.

4 – Condizione Studentesca

4.1- Misure di supporto economico per gli studenti e di supporto a studenti con condizioni di particolare vulnerabilità

Considerato il disagio arrecato alle famiglie dal diffondersi della pandemia relativa al COVID-19, si richiede il ricorso ad un finanziamento, intervenendo sullo stanziamento del Fondo di finanziamento ordinario, che consenta la riduzione della tassazione per quanto riguarda l’anno accademico in corso, da attuarsi come sconto da applicare sull’ultima rata dell’a.a. 2019/2020.

Qualora la situazione di emergenza dovesse prolungarsi, così da incrementare le conseguenze negative per le famiglie, si richiede di valutare l’estensione di tale riduzione anche per l’a.a. 2020/2021, ricorrendo ad un innalzamento delle quote di finanziamento ordinario. Si richiede, inoltre, che la scadenza delle rate universitarie venga prorogata ad una data non inferiore al 30 giugno, evitando comunque che vengano cumulate con le scadenze successive. Si richiede un intervento volto a consentire una deroga alla scadenza del 10 agosto per il conseguimento dei cfu necessari per usufruire della “no tax area, prevedendo una nuova scadenza al 30 settembre e, o in alternativa, l’abbassamento della soglia di cfu necessari per accedere alla fascia di esenzione. è inoltre necessario prevedere, per coloro i quali la scadenza per la presentazione dell’attestazione ISEE nella propria università cadesse all’interno del periodo di emergenza COVID-19, la possibilità, qualora si rendesse necessaria a causa dell’impossibilità di presentazione della suddetta documentazione, di vedersi valutato l’importo delle tasse universitarie in relazione all’ultimo ISEE presentato, così da non incorrere in tassazione in fascia massima e/o a pesanti more dovute al ritardo della presentazione della documentazione. Prevedere poi, una volta terminata l’emergenza, di effettuare un conguaglio della tassazione.

Si pone anche con forza il problema di tutti quegli studenti immunodepressi, a stretto contatto con terze persone immunodepresse, degli studenti all’estero il cui rientro sia impossibilitato dall’attuale emergenza, in stato di quarantena, per dare tutela alle esigenze e problematiche specifiche che questi possano presentare. Anche a questo fine ci sembra opportuno richiedere una maggiore tempestività e precisione nella comunicazione dei provvedimenti adottati.

4.2 – Misure per rimborso e/o proroga titoli di viaggio

Si richiede la pianificazione di un piano di rimborsi, per gli studenti universitari abbonati (con abbonamento urbano, suburbano o extraurbano, di qualsiasi formula e/o zona d’interesse) “plurimensili e annuali” ai mezzi di trasporto che, vista la situazione emergenziale, sono nei fatti impossibilitati all’utilizzo del servizio, oppure prevedere ad una proroga di validità dei titoli di viaggio.

4.3 – Supporto economico agli studenti affittuari

“Secondo l’indagine Eurostudent 2017 il costo dell’alloggio per i fuorisede incide per il 38% sul totale delle spese sostenute durante l’anno, configurandosi come uno dei principali costi che gravano sulle spalle degli studenti e delle studentesse e delle loro famiglie. Premesso che in questo momento molte famiglie e studenti continuano a sostenere i costi di affitto del domicilio sito nella propria città di studi, pur non beneficiandone, si ritengono necessarie delle immediate misure di supporto economico, quali contributi e/o successive detrazioni fiscali nella forma del credito di imposta in sede di dichiarazione dei redditi per l’anno 2021, al fine di alleggerire il carico fiscale di quei nuclei familiari e degli studenti affittuari che ad ora non alloggiano nel proprio domicilio universitario, tenendo ovviamente conto della proporzionalità.

A questa misura si aggiunge la richiesta di esonerare dal pagamento del canone di locazione gli studenti che usufruiscono del servizio “alloggi a pagamento” messi a disposizione dagli enti regionali per il diritto allo studio.

4.4 – Conseguimento titoli e/o crediti formativi

Si richiede la proroga di tutte le scadenze per il conseguimento di titoli e/o Crediti Formativi Universitari utili per l’accesso a borse di studio differenti da quelle per il diritto allo studio disposte da Enti pubblici, per l’iscrizione a Corsi Universitari di 2° e 3° ciclo e per ogni altro concorso o graduatoria per i quali si renda necessario il conseguimento di titoli o di un determinato numero di CFU.

4.5 – Supporto psicologico

La condizione di quarantena e le preoccupazioni dovute all’emergenza sanitaria in atto portano inevitabilmente ad emergere lo stress psicologico e le sue conseguenze patologiche, tra cui ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, comportamenti autolesivi e altre condizioni di carattere psicologico o psichiatrico. La situazione corrente, oltre ad avere effetti importanti già su coloro che godono solitamente di una salute mentale equilibrata, va ancor più a esacerbare il malessere di quelle persone che vivono in condizioni di disagio domestico, con nuclei familiari problematici o con fragilità di salute fisica o mentale pregressa, oppure che si trovino ad affrontare un lutto.

Considerato ciò, chiediamo che vengano istituiti o garantiti sportelli psicologici gratuiti online rivolti all’intera comunità studentesca nazionale in via telefonica o telematica (ad esempio skype, whatsapp, ecc) da svolgersi in maniera individuale o di gruppo, in base alle varie esigenze e alle varie richieste, coerentemente con le prescrizioni dei decreti ministeriali atti ad interferire con la diffusione del contagio. L’obiettivo è quello di dare sollievo ai soggetti in condizioni di fragilità che in questo periodo si trovano da soli e non hanno la possibilità di confrontarsi con terzi, fornire ascolto e sostegno agli studenti con difficoltà nelle relazioni interpersonali e con problemi di integrazione sociale (per esempio a causa di disabilità e/o svantaggio socioculturale), che stanno vivendo situazioni di preoccupazione (per sé e per i propri cari), e che necessitano di un supporto per gestire e modificare gli stili di vita; intercettare richieste di aiuto psicologico che potrebbero rimanere inespresse; se necessario, favorire la possibilità di accesso ad adeguati servizi clinici. Un ulteriore obiettivo è quello di fornire un contributo specialistico per arginare il panico collettivo che si è creato in questo periodo e le possibili conseguenti azioni impulsive come acquisti compulsivi, aggressività, razzismo e tante altre che da questo derivano. Una misura del genere, inoltre, potrebbe indirettamente supportare le forze di emergenza sanitaria che sono in questo momento impegnate in prima linea, le cui linee telefoniche sono intasate a causa del panico che va a ledere e ritardare l’operatività degli interventi di primo soccorso e assistenza. Sul territorio nazionale sono già sorte diverse iniziative che possono fungere da modello tecnico e strutturale per un intervento rivolto alla popolazione studentesca. Molte regioni hanno messo a disposizione dei servizi di sportello di ascolto aperti a chiunque dovesse presentare difficoltà psicologiche in questo periodo di emergenza.

4.6 – Materiale didattico

Si chiede di prevedere, tramite accordi tra Ministero, SIAE e case editrici, la possibilità per studentesse e studenti di accedere a materiale librario (compresi articoli scientifici, riviste, periodici, etc…) in formato digitale attraverso i sistemi bibliotecari di Ateneo ai fini della preparazione di esami di profitto e/o dell’elaborato di tesi per la prova finale. Contestualmente, si richiede lo stanziamento di fondi per il potenziamento dei sistemi bibliotecari di Ateneo e l’acquisto di ebook, tali da garantire un servizio di prestito digitale e l’accesso alle licenze necessarie all’uso di software per lo svolgimento di attività laboratoriali previste da curriculum. Si richiede che il M.U.R. inviti gli Atenei a prorogare la scadenza dei prestiti già effettuati in formato cartaceo, così da consentire il prestito in formato digitale attraverso il sistema software appositamente predisposto.

4.7 – Stanziamento Fondi a copertura delle richieste di cui ai punti precedenti

Si richiede che alcune misure sopra esposte (tassazione, rimborsi per titoli di viaggio, residenze universitarie a pagamento, servizio psicologico, materiale didattico) siano finanziate da una particolare destinazione del Fondo di Finanziamento Ordinario da corrispondere agli Atenei o da altri fondi statali destinati attraverso i prossimi D.P.C.M.

4.8 – Misure di sostegno alla condizione dei dottorandi di ricerca

La sospensione delle attività dei dipartimenti universitari ha provocato un blocco delle attività di ricerca dei dottorandi. Le criticità rilevate consistono, rispettivamente: nell’impossibilità di accedere ai laboratori, nell’inaccessibilità di una rilevante mole di risorse bibliografiche non contenute in cataloghi digitali, nell’impossibilità di svolgere i programmati periodi di ricerca presso università ed istituzioni estere, nella difficoltà di programmazione di modalità telematiche di discussione della tesi con riguardo ai dottorandi del XXXII ciclo che abbiano già depositata la tesi e ottenuto il giudizio dei valutatori.

Per le suddette ragioni, è opportuno un intervento ministeriale che disponga:

  • la facoltà di accesso ad una proroga straordinaria pari a mesi due per i dottorandi del XXXIII e XXXIV ciclo che ne facciano richiesta, con conseguente estensione della copertura della borsa di studio da finanziarsi mediante appositi fondi statali, in modo da non gravare sui bilanci di ateneo;
  • una estensione pari a due mensilità della indennità DIS-COLL per i dottorandi del XXXII ciclo chesiano in attesa della discussione per mancata fissazione di una data o per slittamento della stessa;
  • una rimodulazione dei periodi di ricerca all’estero laddove obbligatori;
  • una rimodulazione dei periodi di ricerca nell’impresa e all’estero per i dottorandi fruitori di borsa PON, specificando le misure anticipate nella circolare dell’ufficio III della direzione generale per il coordinamento e la valorizzazione della ricerca e dei suoi risultati del 20/03/2020;
  • la predisposizione di strumenti di accesso da remoto alle risorse bibliografiche e ad ogni database e/o software allo stato attuale accessibile solo mediante rete di ateneo, anche mediante l’impiego di convenzioni tra università o istituzioni di ricerca.

5 – Studenti Erasmus

I provvedimenti restrittivi necessari al contenimento dei contagi hanno sollevato diverse problematiche, non ultima quella degli studenti Erasmus, sia italiani all’estero che stranieri in Italia che attualmente sono nell’impossibilità di fare rientro alle proprie abitazioni e in situazioni di incertezza diffusa o carenza di tutele.

5.1 – Tutele per rimpatri e permanenze

E’ fondamentale che il Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre ad impegnarsi al fine di consentire agli studenti Erasmus di rientrare, senza costi aggiuntivi, al proprio domicilio o residenza in deroga a quanto stabilito dal DPCM del 22/03/2020, continui a sollecitare il Ministero degli Affari Esteri, di concerto con gli atenei italiani e l’Agenzia Nazionale Erasmus+, di mantenere costanti rapporti con gli studenti all’estero qualora questi volessero fare rientro. Tutto questo per garantire risposte immediate e precise, e soluzioni consone in termini di assistenza per gli studenti iscritti ad atenei italiani attualmente in mobilità estera, garantendo la possibilità di fare ritorno in Italia con mezzi messi a disposizione dallo Stato italiano, qualora non fosse per loro possibile fare rientro secondo le modalità ordinarie, e per gli studenti stranieri al momento in mobilità presso il nostro Paese. In special modo, è necessario che la rete diplomatica e consolare fornisca sostegno costante agli studenti in scambio all’estero, offrendo collegamenti dall’Italia che partano dal Paese di soggiorno dello studente, che siano di costo inferiore a quello di mercato (al fine di garantire a tutti il diritto al rimpatrio), sicuri a livello sanitario (offrendo destinazioni di partenza alternative ai principali focolai dell’epidemia nel Paese)

5.2 – Erogazione didattica e borse Erasmus

E’ necessario continuare a garantire agli studenti italiani in scambio che desiderino continuare la propria esperienza di mobilità l’erogazione completa della borsa di studio, compresa la parte assegnata dal MIUR, attenendosi alle stesse linee guida dell’Agenzia nazionale Erasmus+, l’erogazione della didattica online dell’università ospitante e la predisposizione di esami online, e, secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea e dalle Agenzie Erasmus+ nazionali, il riconoscimento degli ECTS (i CFU italiani) acquisiti tramite didattica online a causa del Covid-19 come ECTS normalmente acquisiti. Per gli studenti in mobilità internazionale nel nostro paese, è necessario che il Ministero vigili rispetto all’erogazione della didattica e alle situazioni generali di tutela attraverso le ambasciate. Qualora la mobilità venga interrotta applicando la clausola di forza maggiore, è necessario garantire che gli studenti possano riprendere gli studi nell’università ospitante senza alcuna penalizzazione. E’ inoltre necessario che vengano riconosciuti gli ECTS completati durante il periodo all’estero. Qualora invece, sempre nello stesso frangente, gli studi siano terminati e lo studente tornato a casa, è necessario garantire agli studenti l’intera copertura delle spese straordinarie altrimenti non rimborsabili, come per esempio l’affitto della stanza nella città ospitante con contratto non rescindibile, sino all’importo iniziale della borsa Erasmus e prevedere modalità agevolate di reinserimento nel percorso formativo di Ateneo. Per gli studenti che avrebbero dovuto iniziare ora la loro mobilità, qualora l’università ospitante abbia attivato la didattica online, è necessario garantire che gli studenti possano cominciare lo scambio seguendo i corsi che avrebbe dovuto seguire, incentivando le singole università ad attivarli. Per le mobilità annullate o interrotte deve essere inoltre prevista la possibilità di recuperare, con clausole di priorità la mobilità nel prossimo anno accademico, tramite accordi specifici fra le università partner, nel caso non contando i mesi dello scambio interrotto qualora questi inficiassero la possibilità di recuperare lo scambio.

Queste mobilità devono essere considerate “sovrannumerarie”, ossia non devono andare a ridurre il numero di posti normalmente assegnati a ciascuna meta di scambio. Per gli studenti in scambio tesi e tirocinio deve essere prevista la possibilità di continuare lo scambio in telelavoro, oppure di sospendere lo scambio e riprenderlo una volta finita l’emergenza, con il rimborso di eventuali spese non rimborsabili quali contratti d’affitto non rescindibili, e mantenendo intatto l’importo della borsa di studio. E’ necessario inoltre garantire che la clausola di forza maggiore non venga applicata dalle università a detrimento dello studente. Qualora le università creassero problemi agli studenti relativamente alla gestione dell’Erasmus, qualora non fossero disponibili metodi di appello all’interno dell’università, ci si potrà rivolgere all’Agenzia nazionale Erasmus+ e ai rappresentanti degli studenti; è fondamentale inoltre garantire che gli studenti non vengano mandati fuori dagli studentati.

5.3 – Tirocini esteri

Il MUR deve inoltre focalizzare l’attenzione sui tirocini presso la rete diplomatica e consolare frutto del partenariato MAECI-CRUI: in particolare, il MUR deve garantire che le condizioni relative a borsa, sospensione e posticipazione del tirocinio siano conformi alle linee guide indicate dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Italiana Erasmus+ per i programmi di scambio internazionale, in particolare nella possibilità di sospendere il tirocinio per riprenderlo in seguito, e che coloro i quali abbiano iniziato, o avrebbero dovuto iniziare, il tirocinio nel periodo della pandemia, abbiano la possibilità di riprenderlo una volta finita l’emergenza, anche qualora nel frattempo abbiano conseguito il diploma di laurea, in deroga al bando. E’ necessario, infine, che gli studenti di Medicina e Chirurgia e Infermieristica attualmente in uno scambio che preveda tirocinio in strutture sanitarie possano decidere in autonomia se sospendere il tirocinio per riprenderlo dopo la fine della pandemia; particolare enfasi dev’essere posta sull’assicurazione che il tirocinio non ecceda i compiti che normalmente avrebbe dovuto svolgere lo studente in scambio, e che il tirocinante non sia esposto a rischi sanitari legati al Covid-19.

 

Carlo Giovani

Rappresentante in CNSU e CUN
[email protected]

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